L'acciaio è entrato nell'Età della Confusione.
Lo ha detto Antonio Marcegaglia durante il convegno Attualità
e prospettive del mercato del rottame, degli acciai, dei metalli
e delle materie prime, che si è tenuto nel corso del Convegno Autunnale
di Assofermet.
Dopo l'età della sovraccapacità (1976-2001),
l'età dei metalli (2001-2008) e l'età della discontinuità (2008-2009)
per la siderurgia è in corso «l'età della confusione, un periodo
caratterizzato da un'aspra battaglia a tutti i livelli per conquistare
una parte del valore aggiunto».
Questo periodo, secondo Marcegaglia, durerà fino al 2012,
per poi nel 2013- 2020 giungere «all'età della normalità».
Tornando al presente, oggi l'industria siderurgica europea fa registrare «un rallentamento
improvviso della domanda reale, una richiesta apparente bloccata nonostante scorte basse
in filiera, un forte incremento della concorrenza pur in presenza di un notevole calo delle
importazioni, prezzi dell'acciaio bassi nonostante costi di produzione elevati e un
differenziale anomalo tra i prezzi dei prodotti, soprattutto nei settori della prima e
seconda trasformazione».
Un altro elemento che sta caratterizzando il Vecchio Continente è «la crisi finanziaria,
che si traduce in finanziamenti per le imprese più difficili e più costosi e in un aumento del rischio d'impresa». Questa situazione, d'altro canto, è positiva «in quanto se i prezzi calano il fabbisogno
di circolante si riduce e per chi ha un bilancio solido possono nascere opportunità di mercato».
Per l'Europa, secondoMarcegaglia, «c'è un problema di illiquidità e non di insolvenza.
Per superarlo, però, ci vorrà una leadership forte, che oggi manca».
Le prospettive future vedono nel breve «un aumento dell'incertezza che allontana una
ripresa imminente». L'età della confusione, quindi, è destinata a proseguire ancora:
«per la normalizzazione saranno necessari 12-18 mesi. Sul versante dei prezzi, invece,
la punta minima è vicina e poi credo che si sarà un rimbalzo tecnico, sia per motivi congiunturali
sia perché oggi stiamo scontando in sentiment negativo dei clienti». |