
Antonio Marcegaglia
CEO |
«Non possiamo che essere
soddisfatti per i risultati ottenuti lo scorso
anno. Il 2007, inoltre, è andato ancora meglio,
consolidando il processo di crescita del gruppo».
È disteso e compiaciuto, non certo autoreferenziale,
il tono con cui Antonio Marcegaglia, a.d. dell’omonimo
gruppo siderurgico, descrive a Siderweb l’esercizio
2006. Il 2007, inoltre, vanta una nota positiva
in più. «I primi sette mesi dell’anno – ha
spiegato Marcegaglia – si sono chiusi con
volumi di vendita in crescita del 12% rispetto
allo stesso periodo di un anno fa». Ancora
meglio il fatturato consolidato del gruppo che
da gennaio a luglio è veleggiato verso i 2,5
miliardi di euro contro il miliardo e 900 milioni
di un anno fa. «Con tutta probabilità – ha
aggiunto – l’intero 2007 sarà perlomeno
non inferiore al 2006 per risultati» |
Numeri da primato, senza dubbio.
Tuttavia, come ha inciso il “cambio di rotta” nella
prima parte del secondo semestre sul versante delle
quotazioni?
«Credo sia opportuno parlare di periodo di “incertezza” e
non di “rallentamento”, come si dice spesso.
I fondamentali economici, infatti, restano buoni. Anche
in Italia. Non a caso, in questi giorni abbiamo indicazioni
dell’esistenza di spazi di recupero per i prezzi
degli acciai al carbonio. Gli stock sono relativamente
bassi ed il contesto generale della domanda è buono.
L’incertezza che si è abbattuta sui mercati
ha lasciato strascichi, talvolta irrazionali. Prendiamo,
ad esempio, i tubi saldati e gli zincati: le quotazioni,
a mio avviso, sono scivolate in misura ingiustificata».
Cos’è cambiato, invece, nell’inossidabile?
«Non c’è alcun dubbio sull’impatto
che la speculazione finanziaria ha avuto nei mercati
fisici. È la speculazione che ha stravolto le logiche
di mercato e, alla luce del ribasso del nickel, letteralmente
frenato gli investimenti e congelato gli acquisti.
Questo è un comparto in cui l’incertezza si
misura oggi con una scala più elevata rispetto a quella
da usare nel mercato degli acciai al carbonio».
Un mercato, dunque, a tinte fosche?
«Non proprio. Nella correzione, senza dubbio
forte, del valore del nickel leggo anche segnali positivi.
In fin dei conti, possiamo vederci un percorso verso
una maggior stabilità in grado di apportare più solidità
anche al mercato dell’acciaio inossidabile».
Per restare nel campo dell’inox, Marcegaglia
ha puntato molto sui ferritici. Con un nickel ridimensionato
e con l’impatto sul prezzo dei prodotti finiti,
sarà rivista la strategia produttiva del Gruppo?
«Gli acciai ferritici hanno senso d’esistere
molto concreto, anche in presenza di valori del nickel
bassi e pure inferiori agli attuali. Essi godono di un
vantaggio intrinseco che trova riscontro nelle esigenze
del mercato, nelle applicazioni che lo consentono. Non
solo: il nostro gruppo possiede un elevato know how nel
campo della saldatura anche di questa classe di acciai
non facili da lavorare. Pertanto, l’asset dei ferritici
resterà ben presente nel gruppo ed inserito nel nostro
progetto di crescita in termini tanto qualitativi quanto
di estensione di gamma produttiva». m.tae. --------------------------
Mercato, strategie e risultati nelle parole dell'a.d
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